Effettuare dei lavori di ristrutturazione può comportare costi considerevoli che spesso richiedono l'accesso a un mutuo. Esiste però un'alternativa che, come scopriremo nell'articolo, comporta meno vincoli e può fare al caso nostro

Il prestito per ristrutturazione può essere richiesto per finanziare differenti tipologie di interventi all’immobile:

  • lavori di manutenzione ordinaria dell’immobile, ovvero interventi di portata contenuta quali ad esempio rifacimenti degli intonaci o nuove pavimentazioni (si tratta del caso più frequente);
  • interventi manutenzione straordinaria dell’immobile, ovvero lavori che vanno a toccare elementi portanti o comunque primari della costruzione (es. la copertura);
  • opere finalizzate a modificare il perimetro dell’immobile e delle sua pertinenze, come l’ampliamento dei locali o la realizzazione di box e parcheggi (le cosiddette "grandi opere").

Come per l’acquisito casa, richiedere un prestito per ristrutturazione può rappresentare una valida alternativa rispetto al mutuo ristrutturazione . Il processo di finanziamento risulta essere più snello e veloce, e non è richiesta né un’ipoteca né il ricorso al notaio. E’ prevista una limitazione dell’importo erogabile pari a circa 50.000 euro.

Quali sono le caratteristiche del prestito per ristrutturazione?

Il prestito per ristrutturazione è una forma di finanziamento prevista per finalità di manutenzione ordinaria e straordinaria di un immobile, dal rifacimento della facciata o del tetto all’ampliamento della superficie, come può essere il caso della costruzione di una veranda o di un garage.

La manutenzione ordinaria comprende tutti gli interventi edilizi volti a rinnovare, sostituire e mantenere efficienti gli impianti esistenti, come, ad esempio, la tinteggiatura, il rifacimento dell’intonaco o dei pavimenti e non richiede nessun tipo di permesso o di comunicazione. La manutenzione straordinaria riguarda interventi che possono anche andare a incidere sugli elementi strutturali, senza comunque che venga variata la volumetria e richiedono la pratica CILA, Comunicazione Inizio Lavori Asseverata, o quella SCIA, Segnalazione certificata di inizio attività.

Nel caso, infine, di interventi mirati a veri e propri ampliamenti di superficie o di volume, occorre richiedere il permesso di costruire agli appositi uffici del Comune. Poiché il prestito per ristrutturazione è inserito nella categoria dei prestiti personali non finalizzati non esige espressamente che tu conceda garanzie reali come l’ipoteca: le banche richiedono, però, l’attestazione di un reddito certo e dimostrabile e, naturalmente, la correttezza della tua posizione creditizia.

In alcuni casi, ti può essere richiesta una fideiussione, cioè la garanzia di una terza persona che si impegna a ottemperare al pagamento nel caso tu non lo onori. Prima della richiesta devi valutare anche la tua età: quasi tutti gli istituti concedono il finanziamento se la tua età, al momento del pagamento dell’ultima rata, non sarà superiore agli 80 anni. L’erogazione avviene in unica soluzione con il deposito della cifra pattuita sul tuo conto corrente e la durata del rimborso va generalmente dai 36 ai 120 mesi. Il rimborso prevede rate mensili di importo costante, comprensive della quota capitale e della quota interessi.

I criteri di valutazione

Di seguito illustriamo in modo schematico alcuni criteri di valutazione specifici del prestito ristrutturazione.

  • Politiche di rischio: ogni Istituto applica una propria politica di rischio nella valutazione delle richieste, basandosi sui dati statistici che possiede (credit scoring). Tali dati costituiscono lo strumento che consente all'Istituto di mantenere le insolvenze al di sotto di un determinato livello.
  • Livello di reddito: l'accettazione delle richieste è normalmente subordinata anche alla valutazione del livello di reddito del richiedente e al rapporto tra quest'ultimo e l'eventuale rata di rimborso.
  • Affidabilità creditizia: grande importanza riveste infine l'affidabilità creditizia del richiedente. È importante sottolineare che questa valutazione non ha alcun significato "morale". Gli Istituti si limitano a stimare il livello di rischio connesso a ciascuna richiesta, anche sulla base delle indicazioni trasmesse dalle Centrali Rischi. Se la storia creditizia del richiedente presenta alcune "pecche" (ritardi nei rimborsi di precedenti finanziamenti, insoluti, ecc.) la probabilità che la richiesta venga accettata è ovviamente più bassa. In alcuni di questi casi una valida alternativa è costituita dalla Cessione del quinto: tale soluzione, offrendo le opportune garanzie all'Istituto finanziatore, consente di adottare criteri di valutazione più flessibili.

Quali sono le detrazioni fiscali?

Se stipuli un prestito di ristrutturazione, poiché formalmente non appartiene alla categoria dei mutui ipotecari, non puoi portare in detrazione il 19% della quota interessi (da tener presente che, proprio in questi giorni, si sta discutendo a livello governativo se ridurre tale aliquota) ma, fino al 31 dicembre 2018, è stato prorogato il bonus ristrutturazione previsto per le spese effettuate per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, risanamento e restauro  sull’edilizia residenziale, che comprende singole unità e condomini. Tale bonus consiste in una detrazione fiscale del 50% sulla spesa totale effettuata, fino ad un importo massimo di 96.000 euro.

Nel caso la ristrutturazione interessi i miglioramenti apportati al fabbisogno e all’efficienza energetica del tuo immobile, la detrazione prevista dall’Ecobonus è del 65%, sempre fino al 31 dicembre 2018.  Nel caso invece di lavori effettuati nelle parti comuni del condominio, l’Ecobonus rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021, con detrazione fiscale fino al 75%. In tutte le situazioni precedentemente esaminate dovrai dividere la detrazione che ti spetta in 10 quote annuali di pari importo.